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VISITA IN ALLEVAMENTO
È la consulenza iniziale e più importante che un Medico Veterinario
attua per poter essere di aiuto ad un
allevatore che abbia, abbia avuto o semplicemente voglia prevenire
malattie e mortalità nel proprio aviario.
Serve per stabilire se le condizioni igienico-sanitarie, la pulizia dei
locali e le attrezzature siano adeguate. Serve
per valutare le condizioni ottimali di illuminazione, umidità,
ventilazione e ricambio d’aria. Serve per verificare
l’idoneità delle gabbie, mangiatoie e beverini, …
Senza un ambiente di allevamento corretto, non vi può essere garanzia di
salute per i propri animali!
La visita permette di indagare con il titolare dell’allevamento sulla
gestione dei riproduttori, alimentazione,
integratori e trattamenti farmacologici che è solito fare, malattie
avute nel passato, ecc. …
Segue la raccolta dei campioni biologici per gli esami da effettuare in
laboratorio.
ESAMI
L’esame più frequentemente richiesto è quello delle feci. In realtà
nello “schitto” troviamo sia feci, sia urine, sia
il materiale che eventualmente esce dall’apparato genitale, infatti
l’orifizio è solo uno!
Quando si parla di esame feci andrebbe usato il plurale, perché su di
esse si possono fare innumerevoli esami.
Il primo si chiama “coprologico per arricchimento e flottazione” e serve
per trovare i parassiti più grandi come:
ascaridi, ossiuridi, capillare, tenie, coccidi, …di questi si vedono le
uova o le forme infestive al microscopio.
Strisciando una piccola quantità di feci su un vetrino e colorandolo con
colorazioni speciali si possono vedere
al microscopio anche: funghi, lieviti (come Candida), batteri (come
E.Coli, Salmonella, Stafilococchi,
Streptococchi, Clostridi, …).
Sempre dalle feci, se fresche e raccolte in sterilità, è possibile
incubare in apposite piastre in stufa batteri e
funghi, per i quali poi si possono stabilire i farmaci più efficaci con
l’antibiogramma ed il micogramma. Spesso
questo esame è utilizzato per guidare i trattamenti precova.
È mia consuetudine consigliare all’allevatore di fare tutti gli esami
per avere più informazioni possibili e più
armi per combattere la malattia.
Altri esami sono i tamponi da lesioni, dal gozzo e dalla cloaca, sui
quali è possibile fare sia le colture in stufa,
sia l’antibiogramma-micogramma, sia la tipizzazione batterica (cioè dare
“nome e cognome”, ossia genere e
specie al microrganismo presente nel nostro allevamento).
Su uccelli di dimensioni medio-grandi è possibile fare prelievi di
sangue, sia per la diagnosi di malattie infettive
(es: Polyomavirus, Clamidia, P.B.F.D, Pacheco, …), sia per
controllare la funzionalità degli organi (es. fegato,
reni, …) mediante un esame ematochimico
Esame molto importante è l’autopsia dei soggetti morti. Perché questo
esame sia utile per fornire informazioni
vanno rispettate alcune regole. L’ideale è fare l’autopsia ad un animale
morto da poco, sarebbe quindi indicato
portarlo subito dal Veterinario. Se questo non è possibile può essere
conservato 24 ore nel frigorifero. Oltre le
24 ore può essere messo in congelatore, dove si conserverà per un tempo
lunghissimo, ma molte informazioni
andranno perse. A seguito di un autopsia si possono prelevare alcuni
organi per farli esaminare da un
laboratorio specializzato tramite l’esame istologico che consiste nella
microscopia sui tessuti per vedere anche
le lesioni più piccole, come ad esempio quelle causate da virus. Il
corpo in quest’ultimo caso non dev’essere
stato congelato.
Fin qui abbiamo visto i mezzi che il Veterinario e l’Allevatore hanno a
disposizione per fare una diagnosi di
malattia. Vediamo ora la differenza tra un uccello sano ed uno malato.
UCCELLO SANO
Un uccello in buono stato di salute appare già a prima vista con le
giuste proporzione corporee in relazione alla
sua specie ed alla sua età. È in buono stato di nutrizione, non magro e
senza grasso in eccesso. L’addome è
roseo o giallo per il deposito di grasso, non si evidenziano aree più
scure o le anse intestinali infiammate, il
fegato non deborda. I muscoli pettorale sono sopra il livello delle
sterno e sono tonici. Il piumaggio è aderente
al corpo, completo pulito e lucente.
Gli orifizi naturali (bocca, naso, orecchie, cloaca) sono asciutti e
puliti, privi di materiale che li imbratti. Le
mucose (lingua, palato, …) sono rosee ed asciutte.
È dinamico e vitale, si muove spesso e non resta fermo sul posatoio.
Le feci hanno un aspetto normale, il respiro è regolare e mai rumoroso.
UCCELLO MALATO
In quasi tutte le malattie l’uccello manifesta dei sintomi comuni che
tenderà a mascherare in presenza di
persone vicino alla gabbia poiché in natura è una preda.
Il più noto è l’”impallamento”. Consiste in un arruffamento del
piumaggio che serve per creare una camera
d’aria attorno al corpo utile per tenere più alta la temperatura
corporea. L’occhio è spesso socchiuso, con uno
sguardo che sembra indicare sofferenza. La posizione sul posatoio è
seduta, con le zampe flesse. L’uccello
staziona molto, è letargico e di solito mangia e beve di meno.
Nei problemi respiratori il respiro può diventare più frequente e
rumoroso, in quelli digerenti le feci cambiano
di colore e consistenza. Nelle forme gravi l’uccello staziona sul fondo
della gabbia, può essere afferrato senza
che opponga resistenza, le zampe diventano fredde.
PREVENZIONE
È l’arma migliore in mano all’allevatore. Consiste nel selezionare ceppi
rustici, autonomi nella riproduzione,
poco consanguinei. Tenere in quarantena tutti i soggetti che tornano
dalle mostre ed i nuovi acquisti in un
locale separato e con attrezzatura diversa da quella dei riproduttori.
Avere massima attenzione per la pulizia e
per l’igiene delle attrezzature. Usare frequentemente disinfettanti
adeguati (tipo: Candeggina, Amuchina,
Stermina, …). Alimentare gli animali con diete specifiche, variando
nell’arco dell’anno secondo le diverse
esigenze e fornendo sempre alimenti freschi come frutta e verdura.
Vaccinare per le poche malattie per le
quali è presente un prodotto specifico. Farsi impostare da un
Veterinario specialista in Patologia Aviare un
protocollo fitoterapico (che prevede cioè l’uso di estratti di piante)
specifico per il proprio allevamento per
tenere sotto controllo le principali malattie alle quali i nostri
animale possono andare incontro.
PRINCIPALI MALATTIE
Le malattie degli uccelli da gabbia e voliera possono essere
classificate a seconda dell’agente eziologico, cioè
del responsabile della malattia.
Si conoscono molti tipi di microrganismi capaci di causare malattie,
alcuni specifici di determinate specie, altri
potenzialmente pericolosi per molti generi aviari.
Vediamo sinteticamente le diverse classi tassonomiche di agenti
eziologici che causano malattie.
MALATTIE BATTERICHE
Una delle più frequenti è sicuramente la Colibacillosi. Causata da E.
Coli, microrganismo ubiquitario, presente
cioè un po’ dappertutto, è una classica tecnopatia.
La presenza costante di questa malattia anno dopo anno in un allevamento
sta a significare che le tecniche di
gestione degli animali sono scorrette (es. igiene, gabbie,
alimentazione, …).
E. Coli è presente in molti tipi/sierovarianti e solo raramente riesce
ad aggredire uccelli sani e robusti. Spesso
approfitta di condizioni latenti di carenze e debilitazione per
attaccare gli uccelli, specialmente nelle fasi più
delicate di imbecco e muta.
La sintomatologia più comune è la perdita dei nidiacei nella prima
settimana di vita.
Altra malattia batterica piuttosto comune è la Salmonellosi. Causata da
batteri chiamati Salmonelle, si
manifesta solitamente con la classica diarrea, mortalità e riduzione
della fertilità.
Stafilococchi e Streptococchi possono causare sia sintomi digerenti
(diarrea) sia respiratori (asma).
I Mycoplasmi danno sinusite (occhi gonfi), problemi riproduttivi e
respiratori.
Negli uccelli da cortile ornamentali e nei pappagalli anziani è
possibile rinvenire la Tubercolosi Aviare.
Particolarmente resistente agli antibiotici è lo Pseudomonas, facilmente
rinvenibile nei beverini poco puliti nei
quali crescono alghe.
Le malattie batteriche sono moltissime e molto frequenti negli uccelli
fa gabbia e voliera.
In virtù dei trattamenti fatti senza affinare la diagnosi e in
prevenzione su animali sani, si sono creati moltissimi
ceppi batterici resistenti a molte molecole antibiotiche un tempo
efficaci.
Gli errori più comuni sono quelli di usare gli antibiotici senza
controllo veterinario, per un tempo insufficiente,
con un dosaggio errato o in animali che non ne hanno bisogno.
Per questo è molto importante rivolgersi per la diagnosi e terapia ad un
Veterinario o Istituto Zooprofilattico
competente per la specie animale in questione e seguire scrupolosamente
le indicazione terapeutiche.
Spesso si rende necessario l’antibiogramma, cioè la prova in laboratorio
degli antibiotici che meglio
funzionavano su quel particolare batterio isolato nell’allevamento in
questione.
MALATTIE FUNGINE
Le malattie causate da funghi microscopici sono piuttosto frequenti in
allevamento, specialmente se le
condizione ambientali poco igieniche a causa dell’umidità, se la
selezione è molto spinta, se vengono fatti
trattamenti antibiotici frequenti.
Una delle più frequenti è la Candida (Mughetto), che causa perdite
soprattutto tra i giovanissimi.
In ambienti bui può svilupparsi la tigna cutanea e delle penne.
In ambienti poco ventilati e con maggior frequenza nei Falchi e nei
Pappagalli Cenerini può diffondersi
l’Aspergillosi polmonare, patologia drammatica perché difficilmente
curabile e molto invalidante.
Caratteristica del Canarino, ma presente anche in altri uccelli, la
Megabatteriosi (o Micosi 80), è una malattia
emergente. Causa un dimagrimento progressivo in animali che mantengono
un appetito vorace, fino a
causarne la morte dopo settimane o anche mesi.
Per ora può essere curata solo con il Fungilin nell’acqua o nel
pastoncino. Il dosaggio riportato a seconda degli
studi va da 3,5 ml a 10 ml per litro/chilo. Personalmente tendo a
variare dose e durata del trattamento a
seconda della gravità del quadro e dell’età dei soggetti trattati.
MALATTIE VIRALI
Come accade anche in Medicina Umana, i virus sono microrganismi contro i
quali abbiamo ancora meno armi.
Ecco quindi che l’unica vera risorsa è la vaccinazione quando presente;
la profilassi igienico-sanitaria in tutti gli
altri casi.
I vaccini per gli uccelli da esposizione sono purtroppo ancora molto
pochi.
Nel Canarino esiste quello per il Vaiolo. Per i Pappagalli ce no sono
negli Stati Uniti d’America ma per ora non è
possibile portarli in Italia. Per gli ornamentali da cortile si possono
usare gli equivalenti per pollame da carne e
uova.
Per tutti esiste il vaccino per la Pseudopeste Aviare in aerosol o in
gocce da mettere nell’occhio.
Nei Pappagalli sono efficaci e vivamente consigliabili dei test da fare
prima di acquistare un soggetto,
specialmente se di valore economico notevole.
Consistono in un test sul sangue per accertarsi che non sia un portatore
asintomatico di: Polyomavirus e
Malattia del becco e delle penne (P.B.F.D.).
Ara, Cenerini e Amazzoni più di altri pappagalli sono soggetti ad una
malattia virale che causa la dilatazione e
conseguente mal funzionamento del proventricolo (P.DS.).
I Conuri del genere Aratinga possono essere infetti da Retrovirus che
causano ingenti perdite di sangue, che
vanno sotto il nome di “Sindrome Emorragica dei Conuri”.
L’influenza aviare, della quale tanto si è parlato quest’anno, è una
malattia virale più frequente negli
Anseriformi.
Una delle possibili cause del “punto nero” (evidenziazione della
cistifellea piena di bile) dei Canarini con
mortalità nella prima settimana di vita è un virus chiamato Circovirus
per la sua forma a ruota al microscopio
elettronico.
PROTOZOI
Una malattia protozoaria da non trascurare è la Toxoplasmosi,
particolarmente pericolosa nel caso di donne in
gravidanza. Il soggetto colpito staziona sul posatoio con occhi
socchiusi, perde peso, si dimostra letargico, ha
piumaggio arruffato e tende a perdere la vista.
Meno frequente, diffuso soprattutto nelle Calopstitte, la Guardia
causa dapprima diarrea acquosa,
successivamente sintomatologia neurologica per carenza di vitamine del
gruppo B.
COCCIDI
Anche se possono essere comprese nel gruppo precedente, data la loro
fama meritano una trattazione a
parte. Infatti di coccidi tutti parlano, ma spesso le notizie sono
inesatte.
I coccidi sono microrganismi che nella loro forma classica vivono
all’interno delle cellule della mucosa
intestinale. Per liberarsi ed uscire con le feci per infettare altri
uccelli devono rompere la cellula e così facendo
possono causare diarrea.
Solitamente quindi causano diarrea e calo di peso nell’uccello.
In alcuni casi e con maggior frequenta nei Silvani, possono entrare nel
sangue ed andare a colonizzare il fegato
e la milza.
Quest’ultima evenienza è naturalmente più grave ed a rischio di vita per
l’animale.
I farmaci più utilizzati per la cura della coccidiosi sono i
Sulfamidici. Questi non uccidono il Coccidio, ma ne
impediscono la replicazione.
A dosaggi alti o con somministrazioni per tempi prolungati possono dare
Sindrome Emorragica, con perdita di
sangue dagli orifizi naturali (cloaca, naso, bocca).
Molto più moderni ed efficaci (uccidono i Coccidi!) sono i principi
attivi: Clazuril e Toltrazuril, commercializzato
con il nome di Appertex e Baycox.
Personalmente utilizzo il Baycox 2,5%, a dosaggio da 1 a 2 ml per litro
d’acqua, per un numero di giorni
variabile da 1 a 7, consecutivi o spezzati, a seconda della patologia in
oggetto.
PARASSITI
I vermi intestinali tondi, come gli Ascaridi, gli Ossiuridi, le
Capillarie, sono più frequenti in uccelli di cattura, nei
grossi Pappagalli e nei Parrocchetti Australiani.
Le Tenie sono piuttosto rare, e necessitano di gabbie con fondo in
terra.
Frequenti gli acari delle penne e della pelle, facilmente trattabili con
gli spray in commercio a base di Piretroidi
potenziati con Piperonil Butossido (es. Neoforactil).
Molto utilizzato dagli allevatori di Fringillidi nel periodo che precede
le cove, il Frontline (prodotto spot-on per
Cani e Gatti) è un valido ausilio nelle giuste dosi per i parassiti
esterni.
Per colpire contemporaneamente parassiti interni (es. Acaro
respiratorio) ed esterni, validissimo risulta
l’Ivomec (prodotto iniettabile per Bovini-Suini). Per poterlo usare con
sicurezza si diluisce nove volte con il
Glicole Propilenico (es.: 1 ml di Ivomec con 9 ml di Glicole Propilenico).
Può essere utilizzato sia
appoggiandolo sulla pelle sia per bocca nelle giuste dosi.
SCONOSCIUTE
Molte malattie degli uccelli sono ancora sconosciute, non studiate per
carenze di fondi per la ricerca in questo
ambito. Ad es. la Malattia degli occhi gonfi del Canarino, è ancora
un’incognita per la trasmissione, terapia e
profilassi.
CARENZE-ECCESSI ALIMENTARI
È un problema molto frequente a causa della poca letteratura scientifica
esistente sull’argomento
“alimentazione degli uccelli”.
L’eccesso di grassi crea grossi problemi al fegato. L’eccesso di
proteine è causa di gotta viscerale o articolare.
Carenze o eccessi di talune vitamine possono produrre gli stessi danni,
attenzione alle integrazioni vitaminiche
a caso!
I Merli indiani e le Vedove del Paradiso sono soggette a Malattia da
accumulo di ferro nel fegato e in tutti i
tessuti dell’organismo, malattia cronica che le conduce spesso alla
morte.
Il Cenerino ed in generale i Pappagalli Africani necessitano in
cattività di un maggior apporto di Calcio e
Vitamina D3.
I Pappagalli dei Fichi invece necessitano di un maggior apporto di
Vitamine K.
PSICOLOGICHE
Più frequenti nei Pappagalli ed in generale in uccelli intelligenti.
Le più diffuse la Autodeplumazione dei Pappagalli, la Pica descritta nel
Canarino, lo sbattere la testa sulle
gabbie di Quaglie, Rapaci, Cardellini, …
GENETICHE
Lumps, Cecità nel primo anno di vita di Canarini (Norwich, Arricciati,
…) e Diamanti Mandarino Guancia Nera,
Splay Legs (spaccata) dei pullus, dita girate nei Fringillidi ed
Estrildidi, tremori dalla nascita ed incapacità di
mantenere ferma la testa, … Sono patologie genetiche che emergono con
l’uso eccessivo della consanguineità.
TRAUMATICHE
Bumblefoot, cioè ulcerazione delle zampe, particolarmente frequenti nel
Falco Pellegrino.
Fratture e Lussazioni.
TUMORALI
Molto frequenti nei Pappagallini Ondulati adulti-anziani. Carcinomi
epatici e renali i più frequenti.
Nei Lori si conosce una predisposizione verso i tumori del fegato.
CONCLUDENDO
• LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE, NELL’UOMO COME NEGLI ANIMALI E’ COMPITO
DEL MEDICO. NEL
CASO DEGLI UCCELLI ORNAMENTALI E’ IMPORTANTE ESSERE SEGUITI DA UN MEDICO
VETERINARIO
SPECIALISTA, CHE SI DEDICHI SPECIFICATAMENTE ALLA CURA DI QUESTI
ANIMALI.
• NON ESISTONO TERAPIE, ANTIBIOTICI, PRECOVA, … UNIVERSALEMNTE VALIDI.
OGNI ALLEVAMENTO HA
LE SUE PROBLEMATICHE E QUINDI LA TERAPIA “DEL VICINO” O “DI MODA” NON E’
MAI QUELLA
GIUSTA.
• NON ESISTE IL FARMACO CHE RISOLVE, SE I PROBLEMI SONO GESTIONALI, DI
ALIMENTAZIONE, DI
AMBIENTE O DI TECNICHE DI ALLEVAMENTO.
• PER UNA DIAGNOSI CORRETTA E QUINDI PER RISOLVERE IL PROBLEMA, BISOGNA
RICHIEDERE UNA
VISITA, GLI ESAMI E ACCERTAMENTI DEL CASO. NON E’ POSSIBILE FARE UNA
DIAGNOSI PER TELEFONO,
SENZA AVER VISTO GLI ANIMALI O L’ALLEVAMENTO, SENZA AVER FATTO ALCUN
ESAME SUI SOGGETTI O
SUI MATERIALI ORGANICI.
AMBULATORIO VETERINARIO
“CASALE SUL SILE”
Via G. Marconi 48/C
31032 Casale sul Sile (TV)
Tel e Fax. 0422 820468
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P.IVA 03777010269
Articolo gentilmente concesso dal Dr. Diego Cattarossi, prelevato da
veterinaricasalesulsile
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