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postheadericon VINTUN ‘E MARZO A PRIMMAVER

( 5 Voti )
VINTUN ‘E MARZO A PRIMMAVER

VINTUN ‘E MARZO A PRIMMAVER

Me so’ scetato co’ cantò e l’auciell
È trasut’a primmaver …..stammatina
Sceng d’o lietto e fuje int’o giardin
Pe vedé si è turnato pascalin
‘O saccio… pe vuje pò sembrà strano
Che a nù cardill c’iaggio dat’o nomme
Pe mme Pascalin è na’ person umana
E me rallegro quann’o vec ‘nmiez ‘e fronne.

Autore Santolo Di Guida
Traduzione:

VENTUNO DI MARZO LA PRIMAVERA

Mi sono svegliato con il canto degli uccelli
questa mattina entra la primavera
mi alzo dal letto e vado nel giardino
per vedere se è tornato pasqualino
lo sò che a voi può sembrare strano
che ad un cardellino abbia dato un nome
ma per me pasqualino è come una persona
e mi rallegro quando lo vedo tra le foglie.


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Ultimo aggiornamento (Venerdì 21 Maggio 2010 22:28)

 

postheadericon MALATTIE DEGLI UCCELLI

( 2 Voti )
MALATTIE DEGLI UCCELLI

MALATTIE DEGLI UCCELLI

VISITA IN ALLEVAMENTO
È la consulenza iniziale e più importante che un Medico Veterinario attua per poter essere di aiuto ad un
allevatore che abbia, abbia avuto o semplicemente voglia prevenire malattie e mortalità nel proprio aviario.
Serve per stabilire se le condizioni igienico-sanitarie, la pulizia dei locali e le attrezzature siano adeguate. Serve
per valutare le condizioni ottimali di illuminazione, umidità, ventilazione e ricambio d’aria. Serve per verificare
l’idoneità delle gabbie, mangiatoie e beverini, …
Senza un ambiente di allevamento corretto, non vi può essere garanzia di salute per i propri animali!
La visita permette di indagare con il titolare dell’allevamento sulla gestione dei riproduttori, alimentazione,
integratori e trattamenti farmacologici che è solito fare, malattie avute nel passato, ecc. …
Segue la raccolta dei campioni biologici per gli esami da effettuare in laboratorio.
ESAMI
L’esame più frequentemente richiesto è quello delle feci. In realtà nello “schitto” troviamo sia feci, sia urine, sia
il materiale che eventualmente esce dall’apparato genitale, infatti l’orifizio è solo uno!
Quando si parla di esame feci andrebbe usato il plurale, perché su di esse si possono fare innumerevoli esami.
Il primo si chiama “coprologico per arricchimento e flottazione” e serve per trovare i parassiti più grandi come:
ascaridi, ossiuridi, capillare, tenie, coccidi, …di questi si vedono le uova o le forme infestive al microscopio.
Strisciando una piccola quantità di feci su un vetrino e colorandolo con colorazioni speciali si possono vedere
al microscopio anche: funghi, lieviti (come Candida), batteri (come E.Coli, Salmonella, Stafilococchi,
Streptococchi, Clostridi, …).
Sempre dalle feci, se fresche e raccolte in sterilità, è possibile incubare in apposite piastre in stufa batteri e
funghi, per i quali poi si possono stabilire i farmaci più efficaci con l’antibiogramma ed il micogramma. Spesso
questo esame è utilizzato per guidare i trattamenti precova.
È mia consuetudine consigliare all’allevatore di fare tutti gli esami per avere più informazioni possibili e più
armi per combattere la malattia.
Altri esami sono i tamponi da lesioni, dal gozzo e dalla cloaca, sui quali è possibile fare sia le colture in stufa,
sia l’antibiogramma-micogramma, sia la tipizzazione batterica (cioè dare “nome e cognome”, ossia genere e
specie al microrganismo presente nel nostro allevamento).
Su uccelli di dimensioni medio-grandi è possibile fare prelievi di sangue, sia per la diagnosi di malattie infettive

(es: Polyomavirus, Clamidia, P.B.F.D, Pacheco, …), sia per controllare la funzionalità degli organi (es. fegato,
reni, …) mediante un esame ematochimico
Esame molto importante è l’autopsia dei soggetti morti. Perché questo esame sia utile per fornire informazioni
vanno rispettate alcune regole. L’ideale è fare l’autopsia ad un animale morto da poco, sarebbe quindi indicato
portarlo subito dal Veterinario. Se questo non è possibile può essere conservato 24 ore nel frigorifero. Oltre le
24 ore può essere messo in congelatore, dove si conserverà per un tempo lunghissimo, ma molte informazioni
andranno perse. A seguito di un autopsia si possono prelevare alcuni organi per farli esaminare da un
laboratorio specializzato tramite l’esame istologico che consiste nella microscopia sui tessuti per vedere anche
le lesioni più piccole, come ad esempio quelle causate da virus. Il corpo in quest’ultimo caso non dev’essere
stato congelato.
Fin qui abbiamo visto i mezzi che il Veterinario e l’Allevatore hanno a disposizione per fare una diagnosi di
malattia. Vediamo ora la differenza tra un uccello sano ed uno malato.
UCCELLO SANO
Un uccello in buono stato di salute appare già a prima vista con le giuste proporzione corporee in relazione alla
sua specie ed alla sua età. È in buono stato di nutrizione, non magro e senza grasso in eccesso. L’addome è
roseo o giallo per il deposito di grasso, non si evidenziano aree più scure o le anse intestinali infiammate, il
fegato non deborda. I muscoli pettorale sono sopra il livello delle sterno e sono tonici. Il piumaggio è aderente
al corpo, completo pulito e lucente.
Gli orifizi naturali (bocca, naso, orecchie, cloaca) sono asciutti e puliti, privi di materiale che li imbratti. Le
mucose (lingua, palato, …) sono rosee ed asciutte.
È dinamico e vitale, si muove spesso e non resta fermo sul posatoio.
Le feci hanno un aspetto normale, il respiro è regolare e mai rumoroso.
UCCELLO MALATO
In quasi tutte le malattie l’uccello manifesta dei sintomi comuni che tenderà a mascherare in presenza di
persone vicino alla gabbia poiché in natura è una preda.
Il più noto è l’”impallamento”. Consiste in un arruffamento del piumaggio che serve per creare una camera
d’aria attorno al corpo utile per tenere più alta la temperatura corporea. L’occhio è spesso socchiuso, con uno
sguardo che sembra indicare sofferenza. La posizione sul posatoio è seduta, con le zampe flesse. L’uccello
staziona molto, è letargico e di solito mangia e beve di meno.

Nei problemi respiratori il respiro può diventare più frequente e rumoroso, in quelli digerenti le feci cambiano
di colore e consistenza. Nelle forme gravi l’uccello staziona sul fondo della gabbia, può essere afferrato senza
che opponga resistenza, le zampe diventano fredde.
PREVENZIONE
È l’arma migliore in mano all’allevatore. Consiste nel selezionare ceppi rustici, autonomi nella riproduzione,
poco consanguinei. Tenere in quarantena tutti i soggetti che tornano dalle mostre ed i nuovi acquisti in un
locale separato e con attrezzatura diversa da quella dei riproduttori. Avere massima attenzione per la pulizia e
per l’igiene delle attrezzature. Usare frequentemente disinfettanti adeguati (tipo: Candeggina, Amuchina,
Stermina, …). Alimentare gli animali con diete specifiche, variando nell’arco dell’anno secondo le diverse
esigenze e fornendo sempre alimenti freschi come frutta e verdura. Vaccinare per le poche malattie per le
quali è presente un prodotto specifico. Farsi impostare da un Veterinario specialista in Patologia Aviare un
protocollo fitoterapico (che prevede cioè l’uso di estratti di piante) specifico per il proprio allevamento per
tenere sotto controllo le principali malattie alle quali i nostri animale possono andare incontro.
PRINCIPALI MALATTIE
Le malattie degli uccelli da gabbia e voliera possono essere classificate a seconda dell’agente eziologico, cioè
del responsabile della malattia.
Si conoscono molti tipi di microrganismi capaci di causare malattie, alcuni specifici di determinate specie, altri
potenzialmente pericolosi per molti generi aviari.
Vediamo sinteticamente le diverse classi tassonomiche di agenti eziologici che causano malattie.
MALATTIE BATTERICHE
Una delle più frequenti è sicuramente la Colibacillosi. Causata da E. Coli, microrganismo ubiquitario, presente
cioè un po’ dappertutto, è una classica tecnopatia.
La presenza costante di questa malattia anno dopo anno in un allevamento sta a significare che le tecniche di
gestione degli animali sono scorrette (es. igiene, gabbie, alimentazione, …).
E. Coli è presente in molti tipi/sierovarianti e solo raramente riesce ad aggredire uccelli sani e robusti. Spesso
approfitta di condizioni latenti di carenze e debilitazione per attaccare gli uccelli, specialmente nelle fasi più
delicate di imbecco e muta.
La sintomatologia più comune è la perdita dei nidiacei nella prima settimana di vita.
Altra malattia batterica piuttosto comune è la Salmonellosi. Causata da batteri chiamati Salmonelle, si

manifesta solitamente con la classica diarrea, mortalità e riduzione della fertilità.
Stafilococchi e Streptococchi possono causare sia sintomi digerenti (diarrea) sia respiratori (asma).
I Mycoplasmi danno sinusite (occhi gonfi), problemi riproduttivi e respiratori.
Negli uccelli da cortile ornamentali e nei pappagalli anziani è possibile rinvenire la Tubercolosi Aviare.
Particolarmente resistente agli antibiotici è lo Pseudomonas, facilmente rinvenibile nei beverini poco puliti nei
quali crescono alghe.
Le malattie batteriche sono moltissime e molto frequenti negli uccelli fa gabbia e voliera.
In virtù dei trattamenti fatti senza affinare la diagnosi e in prevenzione su animali sani, si sono creati moltissimi
ceppi batterici resistenti a molte molecole antibiotiche un tempo efficaci.
Gli errori più comuni sono quelli di usare gli antibiotici senza controllo veterinario, per un tempo insufficiente,
con un dosaggio errato o in animali che non ne hanno bisogno.
Per questo è molto importante rivolgersi per la diagnosi e terapia ad un Veterinario o Istituto Zooprofilattico
competente per la specie animale in questione e seguire scrupolosamente le indicazione terapeutiche.
Spesso si rende necessario l’antibiogramma, cioè la prova in laboratorio degli antibiotici che meglio
funzionavano su quel particolare batterio isolato nell’allevamento in questione.
MALATTIE FUNGINE
Le malattie causate da funghi microscopici sono piuttosto frequenti in allevamento, specialmente se le
condizione ambientali poco igieniche a causa dell’umidità, se la selezione è molto spinta, se vengono fatti
trattamenti antibiotici frequenti.
Una delle più frequenti è la Candida (Mughetto), che causa perdite soprattutto tra i giovanissimi.
In ambienti bui può svilupparsi la tigna cutanea e delle penne.
In ambienti poco ventilati e con maggior frequenza nei Falchi e nei Pappagalli Cenerini può diffondersi
l’Aspergillosi polmonare, patologia drammatica perché difficilmente curabile e molto invalidante.
Caratteristica del Canarino, ma presente anche in altri uccelli, la Megabatteriosi (o Micosi 80), è una malattia
emergente. Causa un dimagrimento progressivo in animali che mantengono un appetito vorace, fino a
causarne la morte dopo settimane o anche mesi.
Per ora può essere curata solo con il Fungilin nell’acqua o nel pastoncino. Il dosaggio riportato a seconda degli

studi va da 3,5 ml a 10 ml per litro/chilo. Personalmente tendo a variare dose e durata del trattamento a
seconda della gravità del quadro e dell’età dei soggetti trattati.
MALATTIE VIRALI
Come accade anche in Medicina Umana, i virus sono microrganismi contro i quali abbiamo ancora meno armi.
Ecco quindi che l’unica vera risorsa è la vaccinazione quando presente; la profilassi igienico-sanitaria in tutti gli
altri casi.
I vaccini per gli uccelli da esposizione sono purtroppo ancora molto pochi.
Nel Canarino esiste quello per il Vaiolo. Per i Pappagalli ce no sono negli Stati Uniti d’America ma per ora non è
possibile portarli in Italia. Per gli ornamentali da cortile si possono usare gli equivalenti per pollame da carne e
uova.
Per tutti esiste il vaccino per la Pseudopeste Aviare in aerosol o in gocce da mettere nell’occhio.
Nei Pappagalli sono efficaci e vivamente consigliabili dei test da fare prima di acquistare un soggetto,
specialmente se di valore economico notevole.
Consistono in un test sul sangue per accertarsi che non sia un portatore asintomatico di: Polyomavirus e
Malattia del becco e delle penne (P.B.F.D.).
Ara, Cenerini e Amazzoni più di altri pappagalli sono soggetti ad una malattia virale che causa la dilatazione e
conseguente mal funzionamento del proventricolo (P.DS.).
I Conuri del genere Aratinga possono essere infetti da Retrovirus che causano ingenti perdite di sangue, che
vanno sotto il nome di “Sindrome Emorragica dei Conuri”.
L’influenza aviare, della quale tanto si è parlato quest’anno, è una malattia virale più frequente negli
Anseriformi.
Una delle possibili cause del “punto nero” (evidenziazione della cistifellea piena di bile) dei Canarini con
mortalità nella prima settimana di vita è un virus chiamato Circovirus per la sua forma a ruota al microscopio
elettronico.
PROTOZOI
Una malattia protozoaria da non trascurare è la Toxoplasmosi, particolarmente pericolosa nel caso di donne in
gravidanza. Il soggetto colpito staziona sul posatoio con occhi socchiusi, perde peso, si dimostra letargico, ha
piumaggio arruffato e tende a perdere la vista.

Meno frequente, diffuso soprattutto nelle Calopstitte, la Guardia causa dapprima diarrea acquosa,
successivamente sintomatologia neurologica per carenza di vitamine del gruppo B.
COCCIDI
Anche se possono essere comprese nel gruppo precedente, data la loro fama meritano una trattazione a
parte. Infatti di coccidi tutti parlano, ma spesso le notizie sono inesatte.
I coccidi sono microrganismi che nella loro forma classica vivono all’interno delle cellule della mucosa
intestinale. Per liberarsi ed uscire con le feci per infettare altri uccelli devono rompere la cellula e così facendo
possono causare diarrea.
Solitamente quindi causano diarrea e calo di peso nell’uccello.
In alcuni casi e con maggior frequenta nei Silvani, possono entrare nel sangue ed andare a colonizzare il fegato
e la milza.
Quest’ultima evenienza è naturalmente più grave ed a rischio di vita per l’animale.
I farmaci più utilizzati per la cura della coccidiosi sono i Sulfamidici. Questi non uccidono il Coccidio, ma ne
impediscono la replicazione.
A dosaggi alti o con somministrazioni per tempi prolungati possono dare Sindrome Emorragica, con perdita di
sangue dagli orifizi naturali (cloaca, naso, bocca).
Molto più moderni ed efficaci (uccidono i Coccidi!) sono i principi attivi: Clazuril e Toltrazuril, commercializzato
con il nome di Appertex e Baycox.
Personalmente utilizzo il Baycox 2,5%, a dosaggio da 1 a 2 ml per litro d’acqua, per un numero di giorni
variabile da 1 a 7, consecutivi o spezzati, a seconda della patologia in oggetto.
PARASSITI
I vermi intestinali tondi, come gli Ascaridi, gli Ossiuridi, le Capillarie, sono più frequenti in uccelli di cattura, nei
grossi Pappagalli e nei Parrocchetti Australiani.
Le Tenie sono piuttosto rare, e necessitano di gabbie con fondo in terra.
Frequenti gli acari delle penne e della pelle, facilmente trattabili con gli spray in commercio a base di Piretroidi
potenziati con Piperonil Butossido (es. Neoforactil).
Molto utilizzato dagli allevatori di Fringillidi nel periodo che precede le cove, il Frontline (prodotto spot-on per

Cani e Gatti) è un valido ausilio nelle giuste dosi per i parassiti esterni.
Per colpire contemporaneamente parassiti interni (es. Acaro respiratorio) ed esterni, validissimo risulta
l’Ivomec (prodotto iniettabile per Bovini-Suini). Per poterlo usare con sicurezza si diluisce nove volte con il
Glicole Propilenico (es.: 1 ml di Ivomec con 9 ml di Glicole Propilenico). Può essere utilizzato sia
appoggiandolo sulla pelle sia per bocca nelle giuste dosi.
SCONOSCIUTE
Molte malattie degli uccelli sono ancora sconosciute, non studiate per carenze di fondi per la ricerca in questo
ambito. Ad es. la Malattia degli occhi gonfi del Canarino, è ancora un’incognita per la trasmissione, terapia e
profilassi.
CARENZE-ECCESSI ALIMENTARI
È un problema molto frequente a causa della poca letteratura scientifica esistente sull’argomento
“alimentazione degli uccelli”.
L’eccesso di grassi crea grossi problemi al fegato. L’eccesso di proteine è causa di gotta viscerale o articolare.
Carenze o eccessi di talune vitamine possono produrre gli stessi danni, attenzione alle integrazioni vitaminiche
a caso!
I Merli indiani e le Vedove del Paradiso sono soggette a Malattia da accumulo di ferro nel fegato e in tutti i
tessuti dell’organismo, malattia cronica che le conduce spesso alla morte.
Il Cenerino ed in generale i Pappagalli Africani necessitano in cattività di un maggior apporto di Calcio e
Vitamina D3.
I Pappagalli dei Fichi invece necessitano di un maggior apporto di Vitamine K.
PSICOLOGICHE
Più frequenti nei Pappagalli ed in generale in uccelli intelligenti.
Le più diffuse la Autodeplumazione dei Pappagalli, la Pica descritta nel Canarino, lo sbattere la testa sulle
gabbie di Quaglie, Rapaci, Cardellini, …
GENETICHE
Lumps, Cecità nel primo anno di vita di Canarini (Norwich, Arricciati, …) e Diamanti Mandarino Guancia Nera,
Splay Legs (spaccata) dei pullus, dita girate nei Fringillidi ed Estrildidi, tremori dalla nascita ed incapacità di
mantenere ferma la testa, … Sono patologie genetiche che emergono con l’uso eccessivo della consanguineità.
TRAUMATICHE
Bumblefoot, cioè ulcerazione delle zampe, particolarmente frequenti nel Falco Pellegrino.
Fratture e Lussazioni.
TUMORALI
Molto frequenti nei Pappagallini Ondulati adulti-anziani. Carcinomi epatici e renali i più frequenti.
Nei Lori si conosce una predisposizione verso i tumori del fegato.
CONCLUDENDO
• LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE, NELL’UOMO COME NEGLI ANIMALI E’ COMPITO DEL MEDICO. NEL
CASO DEGLI UCCELLI ORNAMENTALI E’ IMPORTANTE ESSERE SEGUITI DA UN MEDICO VETERINARIO
SPECIALISTA, CHE SI DEDICHI SPECIFICATAMENTE ALLA CURA DI QUESTI ANIMALI.
• NON ESISTONO TERAPIE, ANTIBIOTICI, PRECOVA, … UNIVERSALEMNTE VALIDI. OGNI ALLEVAMENTO HA
LE SUE PROBLEMATICHE E QUINDI LA TERAPIA “DEL VICINO” O “DI MODA” NON E’ MAI QUELLA
GIUSTA.
• NON ESISTE IL FARMACO CHE RISOLVE, SE I PROBLEMI SONO GESTIONALI, DI ALIMENTAZIONE, DI
AMBIENTE O DI TECNICHE DI ALLEVAMENTO.
• PER UNA DIAGNOSI CORRETTA E QUINDI PER RISOLVERE IL PROBLEMA, BISOGNA RICHIEDERE UNA
VISITA, GLI ESAMI E ACCERTAMENTI DEL CASO. NON E’ POSSIBILE FARE UNA DIAGNOSI PER TELEFONO,
SENZA AVER VISTO GLI ANIMALI O L’ALLEVAMENTO, SENZA AVER FATTO ALCUN ESAME SUI SOGGETTI O
SUI MATERIALI ORGANICI.

AMBULATORIO VETERINARIO
“CASALE SUL SILE”
Via G. Marconi 48/C
31032 Casale sul Sile (TV)
Tel e Fax. 0422 820468
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http://www.veterinaricasalesulsile.com
P.IVA 03777010269
Articolo gentilmente concesso dal Dr. Diego Cattarossi, prelevato da
veterinaricasalesulsile

 

 
 

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postheadericon Pseudopeste Aviare

( 1 Voto )
PSEUDOPESTE AVIARE

PSEUDOPESTE AVIARE

La Paramixovirosi, o Pseudopeste aviare, è una malattia virale conosciuta ormai da molti anni che può
colpire fino a 200 specie di uccelli sia da allevamento (Pollo, Tacchino, Quaglia, Piccioni, Faraone, ecc.),
sia ornamentali (Psittacidi, Fringillidi, Estrildidi, ecc.).
Si conoscono 9 sierotipi dello stesso Paramixovirus (PMV 1-9). Sierotipo, in termini più semplici,
significa che il virus responsabile della malattia può essere uno dei componenti di una famiglia molto
numerosa, nella quale ci sono tanti “fratelli” molto simili tra loro ma non proprio identici. Quindi
ognuno di questi “virus fratelli” avrà un comportamento simile a quello degli altri ma non uguale.
Essendo i “virus fratelli” molto simili tra loro, sembra che la vaccinazione consigliata in questo articolo
riesca a proteggere da tutte le infezioni messe in atto dal “clan dei Paramixovirus”.
I sintomi della Paramixovirosi sono molto eterogenei potendo variare dalla classica forma neurologica
(collo torto, testa girata, barcollamenti, paralisi, ecc.), ad una forma respiratoria, fino alla diarrea
transitoria. Possono essere mortali o decorrere senza che l’allevatore se ne accorga!
La malattia è stata meglio studiata nel Pollo domestico dove prende il nome di “Malattia di
Newcastle”. Il sierotipo responsabile è il PMV-1.
Nelle altre specie di uccelli è stata definita Pseudopeste o semplicemente Paramixovirosi.
La via di contagio può essere sia inalatoria (per via aerea) sia oro-fecale (attraverso le feci). Hanno
maggiori probabilità di contagio gli animali che vivono all’aperto. Per quelli che vivono in casa, la
probabilità di contagio aumenta in occasione delle mostre-fiere e di cessione ad altro allevatore.
I diversi sierotipi (“virus fratelli”) del Paramixovirus hanno delle preferenze sia per la specie aviare da
contagiare, sia per quale organo del corpo da aggredire.
Ad esempio il PMV-1 preferisce gli uccelli da reddito; il PMV-2 e PMV-3 sia tacchini e polli, sia
Passeriformi e Psittacidi; il PMV-5 solo i Pappagallini ondulati! Il PMV-3 è una virosi molto presente e
sottodiagnosticata sia nei Fringillidi sia nei Parrocchetti, che si manifesta con congiuntiviti, difficoltà
respiratorie, feci indigerite, torcicollo e paralisi.
Come preferenza di organi (organotropismo) la malattia può infettare:
• il sistema nervoso , dando sintomi neurologici: animali che perdono l’equilibrio, girano la testa
verso l’alto come se guardassero le stelle, rotolano su se stessi, presentano paralisi, non
riescono più a mangiare e bere da soli. La mortalità in questo caso è altissima.

• il sistema respiratorio , dando difficoltà nella respirazione; a volte appare associata ai sintomi
neurologici, altre volte in forma lieve o difficilmente distinguibile come spesso si verifica nei
Fringillidi.
• l’intestino , dando forme diarroiche a volte molto gravi, con emorragie sulla parete intestinale,
altre volte solo con lieve riduzione della consistenza delle deiezioni.
Proprio per il motivo che questa famiglia di “cattivi fratelli Paramixovirus” si è specializzata ognuno in
diverse specie e organi diversi, la diagnosi dalla sola visita degli animali malati o dalla descrizione dei
sintomi è spesso davvero complessa anche per il miglior Veterinario Aviare.
A maggior ragione nelle forme non neurologiche.
A questo si aggiunga che non sono molti i Laboratori di Analisi Veterinarie e gli Istituti Zooprofilattici in
grado di isolare questo virus con certezza e quindi confermare il sospetto diagnostico del Medico
Veterinario clinico.
Se uniamo il fatto che, come per la gran parte dei virus, non esiste una cura realmente efficace, ecco
che la vaccinazione assume un significato particolarmente importante.
La vaccinazione consigliata in questo articolo non è stata inventata dall’autore, ma è stata dallo stesso
collaudata e sperimentata su moltissimi uccelli di diverse specie e in diversi allevamenti
comprovandone la assoluta non pericolosità e confermando negli stessi l’assenza di casi riferibili a
questa malattia nei mesi a seguire.
E’ sorta la necessità di divulgare quest’esperienza per il rammarico di aver perso quest’anno una
importante vaccinazione (almeno in confezione italiana) come quella del Vaiolo del Canarino e per
aver assistito personalmente in passato a 3 casi di infezione da Paramixovirus in allevamento di
Fringillidi.
Le vaccinazioni sono (insieme allo scrupoloso rispetto delle norme igienico sanitarie) l’unico vero
sistema di prevenzione delle malattie in allevamento. Purtroppo per i nostri amati uccelli in
commercio non c’è quasi nulla.
Anche in questo caso bisogna utilizzare una vaccinazione extra label, ovvero prodotta per una specie
diversa da quella a cui viene somministrata. Da qui l’utilizzo del condizionale quando si parla di
risposta alla profilassi. Non si ha la certezza che conferisca una copertura anticorpale, ma come si suol dire: “E’ meglio di niente”!
Studi di laboratorio hanno dimostrato che animali vaccinati in questo modo e poi infettati in via
sperimentale non hanno contratto la malattia, facendo quindi presupporre che il vaccino faccia il suo
dovere anche se usato in specie diverse da quelle di destinazione.
In commercio ci sono dei prodotti iniettabili per Piccioni viaggiatori. L’utilizzo di questi vaccini è
consigliato sia nei Piccioni viaggiatori sia in quelli ornamentali, nel Pollame da reddito e ornamentale,
come pure nei Falchi da falconeria (la vaccinazione dei Falchi sarà oggetto di un altro articolo).
Ci sono poi dei prodotti da somministra tramite acqua di bevanda oppure in aerosol spruzzandoli
direttamente sugli animali. Io preferisco questi ultimi perché si comportano esattamente come si
comporta il virus reale per entrare nell’organismo da infettare.
Prima di accingersi a vaccinare gli animali tramite aerosol, bisogna premurarsi di indossare dei guanti
in lattice e di coprirsi naso e bocca con una mascherina. Chi non porta gli occhiali può indossarne un
paio, anche solo da sole, per proteggere gli occhi dalle goccioline di vaccino. Infatti il Paramixovirus
può infettare l’uomo, anche se quasi mai in maniera grave.
L’immunità che si va a stimolare nell’animale è quella locale, proprio nelle vie di ingresso naturali del
virus in questione (naso, occhio, bocca). Si stimola la produzione di anticorpi che si comportano come
dei “militari ben armati” che si mettono a guardia delle porte di ingresso del virus nell’organismo
animale.
Operativamente si utilizza un vaccino che contenga il virus in forma viva ma molto indebolito (vivo
attenuato), in modo che possa creare una reazione immunitaria senza causare la malattia negli
animali.
I ceppi maggiormente utilizzati sono: Hitchner B1 e La Sota.
Personalmente utilizzo: BIO-VAC B1 della Fatro, flacone da 1000 dosi.
Il prodotto si presenta come una cialda liofilizzata, che va ricostituita in acqua prima dell’utilizzo.
Vaccinare è molto semplice. Si prende la cialda di vaccino, la si mette in uno spruzzetto da
giardinaggio di quelli usati per bagnare la piante con capienza di 2,5 litri (per un flacone di vaccino da
10000 dosi), si scioglie in acqua non clorata e si bagnano gli animali.

Per chi ha la possibilità di raccogliere i pennuti in piccole volierette il lavoro sarà più rapido, per chi li
ha in voliere esterne bisogna premurarsi di mettere una copertura attorno ad esse per ridurre la
dispersione nell’ambiente del virus vaccinale.
Gli animali vanno bagnati facendo attenzione che il prodotto arrivi specialmente in testa, sugli occhi e
sul becco. In realtà le operazioni di pulizia del piumaggio messe in atto dal volatile sono già sufficienti
per il successo della profilassi.
Il vaccino va somministrato sotto forma di pioggerellina fina.
La vaccinazione va fatta appena terminata la muta; nel caso di Fringillidi attorno ai primi giorni di
settembre, per tutti gli altri conviene anticipare al mese di agosto. Infatti il maggiore rischio di
infezione si ha proprio durante i mesi invernali e durante le migrazioni degli uccelli selvatici, serbatoio
dell’infezione.
Dopo la prima somministrazione, la vaccinazione va ripetuta una seconda volta a distanza di 2-3
settimane.
E’ importantissimo richiamare questa vaccinazione ogni anno in tutte le specie di uccelli ornamentali.
La vaccinazione per la Pseudopeste è obbligatoria in alcune esposizioni e per alcune specie in
particolare. Può diventare altresì obbligatoria per tutti i volatili in alcune regioni italiane in caso di
epidemia nel pollame di allevamento.
Conviene vaccinare sempre gli animali 2 settimane prima delle mostre e compilare il Mod. 4 di
autocertificazione da portare con sé al momento dell’ingabbio.

AMBULATORIO VETERINARIO
“CASALE SUL SILE”
Via G. Marconi 48/C
31032 Casale sul Sile (TV)
Tel e Fax. 0422 820468
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Articolo gentilmente concesso dal Dr. Diego Cattarossi, prelevato da

veterinaricasalesulsile

 
 
 

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10 Agosto 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Daniele Balzano *********************** 26 Luglio 2010 pubblicato album foto in cove 2010 dell'allevatore Antonio Cascione *********************** 18 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Gaetano Di Raffaele *********************** 17 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Davorin Vizintin *********************** 13 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Carlo Terzoli *********************** 13 Luglio 2010, aggiunto album foto dell'allevatore Dani Mina *********************** 08 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Francesco Cucuzzella ************************ 5 Luglio 2010, aggiunte nuove foto di Augusto Sorridi ************************* 1 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Domenico Pinto *************************

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