Allevare il cardellino
| Come allevo il cardellino. |
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Il cardellino..., fin dall'infanzia è sempre stata la mia grande
passione, da bambino li osservavo incantato nelle campagne siciliane, mi
entusiasmava il loro canto (per me non ha eguali) e sopratutto
accoppiarli con canarine che mi riempivano di soddisfazioni, dandomi
numerosi ibridi (ricordo ancora come nel mio piccolo paese erano
richiesti). |
Il mio allevamento è situato all'esterno, con luce naturale e la temperatura e quella di stagione. Li alloggio in gabbie da 120, ottime per la riproduzione. Allevo cardellini nostrani, Mayor e loro mutazioni, e per il futuro spero di reinserire i cardellini dell'Himalaya. |
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Negli ultimi anni miro di più a fare selezione e quindi li porto alle
varie mostre nazionali per poterli confrontare, conoscendo altri
allevatori con i quali scambio opinioni e metodi di allevamento e quindi
arricchendo di più il mio sapere sui cardellini. |
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Nel momento in cui si decide di allevarli, si presentano subito varie problematiche di vera e propria sopravvivenza, questo perché il cardellino è particolarmente delicato. |
L'alimentazione consiste in un buon miscuglio per carduelidi integrato con perilla, girasole nano, canapa, cardo mariano e lino,che do per tutto l'anno, oltre a un buon pastoncino di marca, messo separatamente in apposite vaschette. Escluso il periodo delle cove, somministro per tutto l'arco dell'anno i semi cotti, composti da una semplice miscela per canarini, sempre con aggiunta di pastoncino erbe prative ed ortaggi (ortica, tarassaco, cicoria, broccoli, cavolfiore, carota e spinaci, più uno spicchio d'aglio )il tutto frullato con il mixer, con aggiunta di spirulina e fermenti lattici vivi in polvere. |
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Verso metà Febbraio formo le coppie e cambio progressivamente l'alimentazione rendendola più proteica con aggiunta di uova sode, camole del miele, germinati e un complesso vitaminico, quest'ultimo ottimo per l'imbecco dei piccoli. Particolarmente delicati sono i primi 8 giorni di vita dei nascituri, essendo privi di anticorpi e quindi più vulnerabili alle malattie, solo all'occorrenza somministro loro medicine appropriate. |
Tra il 4 e 5 giorno li inanello, (dipende comunque sempre dallo sviluppo
della zampina), a svezzamento avvenuto, verso i 30 giorni, li separo
mettendone 5 per ogni gabbia da 120, continuando con la stessa
alimentazione ricevuta, aggiungendo una vaschetta di perilla e spighe di
panico per abituarli ad un cambio di alimentazione (dalla predigerita
alla solida). |
In questi casi per avere maggiori possibilità di guarigione, ottimo è
l'utilizzo della camera calda e le medicine appropriate. |
| Francesco Cucuzzella. |
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Marzo 2010 22:43)
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| Il Cardellino. |
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Il mio amore per questo fringillide, ricordo di averlo sempre avuto.
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Quel primo soggetto mi diede lo stimolo per ricominciare alla grande,
non solo ad allevarli, ma a farli riprodurre nel mio allevamento. |
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Agli amici appassionati non do consigli ma, posso dare solo il risultato
delle mie esperienze maturate sul campo/cantinola di battaglia dove
attualmente allevo i miei soggetti. |
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Tutti questi metodi erano ottimi ma mi portavano ahimè ad una amara
conclusione: troppi pulli morti. |
| Auguri a tutti di buone cove 2010! |
| Gigi D'Alessandro. |
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Marzo 2010 22:21)
Semi germinati di Francesco Cucuzzella
| Preparazione semi germinati, di Francesco Cucuzzella (francesco68) |
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| Ciao, mi chiamo Francesco Cucuzzella, allevatore di
cardellini, nonchè moderatore del forum e della chat di
www.cardellini.org. Dopo molte richieste e domande sulla preparazione dei semi germinati, ho creduto opportuno di redigere una semplice guida, corredata di foto, nella quale spiegare le varie fasi della preparazione. Quello che verrò a spiegare, è la mia tecnica di preparazione, che più o meno è lo stesso sistema usato da molti altri allevatori, l'importante è ottenere lo stesso fine, far germinare i semi. Occorrente: |
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| Foto 1. Niger e canapa, miscela base, e girasole nano |
Foto 2. Niger e canapa |
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| Foto 3. Miscela base | Foto 4. Girasole nano |
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| Foto 5. Setaccio e bacinella | Foto 6. Semi nella bacinella |
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| Foto 7. Aggiunta di acqua ai semi | Foto 8. Semi dopo la fase umida |
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| Foto 9. Appena spunta la radichetta sono pronti |
Foto10. Semi germinati |
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| Foto11. Mettere i semi appena germinati in una bacinella |
Foto12. Pastoncino secco e pan grattato |
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| Foto13. Aggiunta del pastoncino ai semi germinati |
Foto14. Semi germinati asciugati con il pastoncino |
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| Foto15. Pronti da distribuire | |
| Passiamo alla preparazione: per prima cosa, dobbiamo procurarci un
setaccio ed una bacinella (vedi foto 5) ed un disinfettante, tipo
Amuchina o Steramina-G. Mettere i semi nella bacinella, (vedi foto 6) riempirla di acqua, (vedi foto 7) ed aggiungere il disinfettante per evitare il formarsi di batteri o muffe. Lasciare i semi in ammollo per circa 15 ore, effettuando di tanto in tanto dei ricambi d'acqua. Passate le 15 ore, si passa alla fase umida, che consiste nel passare i semi dalla bacinella al setaccio, riempire la bacinella di acqua e mettere il setaccio con i semi sopra la bacinella, coprire con un coperchio e effettuare un risciacquo dei semi ogni 3 ore. Questa fase dura finchè non spunta la radichetta bianca, ed è in relazione alla temperatura ambientale, ottimale è dai 25 gradi in sù. Dopo questa fase, i semi si presentano come in foto 8, 9, 10. Fatto questo, dobbiamo asciugare i semi, e lo facciamo mettendoli in una bacinella, (vedi foto 11) aggiungendoci un poco di pastoncino secco e pan grattato (vedi foto 12 e 13). Il risultato finale si presenta così (vedi foto 14). Ora non ci resta che riempire le vaschette (vedi foto 15) e distribuirle ai nostri cardellini. |
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Ultimo aggiornamento (Martedì 19 Gennaio 2010 12:08)









































