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postheadericon Allevare il cardellino

( 9 Voti )
Come allevo il cardellino
Come allevo il cardellino.

Il cardellino..., fin dall'infanzia è sempre stata la mia grande passione, da bambino li osservavo incantato nelle campagne siciliane, mi entusiasmava il loro canto (per me non ha eguali) e sopratutto accoppiarli con canarine che mi riempivano di soddisfazioni, dandomi numerosi ibridi (ricordo ancora come nel mio piccolo paese erano richiesti).
Ovunque sono stato, hanno sempre fatto parte della mia vita, sopratutto nei miei 5 anni passati in Belgio, dove ho potuto apprezzare i Mayor e i mutati, per me fino ad allora sconosciuti.
Li allevo con tanta passione, occupano tutto il mio tempo libero e comportano anche sacrifici, e quando ho delle perdite, che peraltro sono inevitabili, mi dispiace parecchio.

allevamento 

Il mio allevamento è situato all'esterno, con luce naturale e la temperatura e quella di stagione. Li alloggio in gabbie da 120, ottime per la riproduzione. Allevo cardellini nostrani, Mayor e loro mutazioni, e per il futuro spero di reinserire i cardellini dell'Himalaya.

Negli ultimi anni miro di più a fare selezione e quindi li porto alle varie mostre nazionali per poterli confrontare, conoscendo altri allevatori con i quali scambio opinioni e metodi di allevamento e quindi arricchendo di più il mio sapere sui cardellini.
Premetto che ognuno di noi ha le proprie metodiche di allevamento, per ovvi motivi il Sud si differenzia dal Nord come sistema.

Nel momento in cui si decide di allevarli, si presentano subito varie problematiche di vera e propria sopravvivenza, questo perché il cardellino è particolarmente delicato.

francesco 

L'alimentazione consiste in un buon miscuglio per carduelidi integrato con perilla, girasole nano, canapa, cardo mariano e lino,che do per tutto l'anno, oltre a un buon pastoncino di marca, messo separatamente in apposite vaschette. Escluso il periodo delle cove, somministro per tutto l'arco dell'anno i semi cotti, composti da una semplice miscela per canarini, sempre con aggiunta di pastoncino erbe prative ed ortaggi (ortica, tarassaco, cicoria, broccoli, cavolfiore, carota e spinaci, più uno spicchio d'aglio )il tutto frullato con il mixer, con aggiunta di spirulina e fermenti lattici vivi in polvere.

Verso metà Febbraio formo le coppie e cambio progressivamente l'alimentazione rendendola più proteica con aggiunta di uova sode, camole del miele, germinati e un complesso vitaminico, quest'ultimo ottimo per l'imbecco dei piccoli. Particolarmente delicati sono i primi 8 giorni di vita dei nascituri, essendo privi di anticorpi e quindi più vulnerabili alle malattie, solo all'occorrenza somministro loro medicine appropriate.

cove 

Tra il 4 e 5 giorno li inanello, (dipende comunque sempre dallo sviluppo della zampina), a svezzamento avvenuto, verso i 30 giorni, li separo mettendone 5 per ogni gabbia da 120, continuando con la stessa alimentazione ricevuta, aggiungendo una vaschetta di perilla e spighe di panico per abituarli ad un cambio di alimentazione (dalla predigerita alla solida).
Durante la muta e sopratutto con l'arrivo delle prime piogge autunnali, presto maggiore attenzione perché sono facilmente predisposti a ulteriori infezioni, tra queste la peggiore è la coccidiosi. Non faccio mancare mai l'osso di seppia, il grit e il bagnetto, anche nelle giornate più fredde.
Di massima importanza è la pulizia, che consiste nel disinfettare tutti gli accessori dopo averli lavati accuratamente, molto utile sono le griglie sul fondo per evitare che imbeccano alimenti infettati con le feci. Quando noto un soggetto che evidentemente non sta bene, lo isolo in apposita gabbietta, mettendo sul fondo un foglio di carta bianca per evidenziare lo stato delle feci.

testabianca 

In questi casi per avere maggiori possibilità di guarigione, ottimo è l'utilizzo della camera calda e le medicine appropriate.
Cambio l'acqua ogni 2 giorni, alternando per una settimana al mese aggiunta di aceto di mela in ragione di 10ml per litro d'acqua. In questa maniera riesco a portare in ottimo stato i soggetti alla riproduzione in numero considerevole con la gratificazione ulteriore dei risultati più che ottimi che ottengo nelle mostre.

 
Francesco Cucuzzella. 

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Marzo 2010 22:43)

 

postheadericon Il Cardellino

( 39 Voti )
Il cardellino di Gigi D'Alessandro
Il Cardellino.

Il mio amore per questo fringillide, ricordo di averlo sempre avuto.
In Sicilia, mia terra di origine, c’è sempre stata una passione smisurata per questi uccelli.
Sin da piccolo, marinavo la scuola per scappare nei negozi di uccelli e passavo tutto il mio tempo ad ammirarli.
A Palermo, la mia città natia, li allevavo esclusivamente per il canto, e più i cardellini cantavano bene e più provavo soddisfazione.card
Le gare, tra amici allevatori, per vedere chi avesse il soggetto migliore erano all’ordine del giorno e così trascorrevo il mio tempo da adolescente.
Ricordo che nel 1989, quando mi trasferii a Torino, abbandonai il mio hobby e regalai tutti gli uccelli a un mio amico.
Le esigenze della vita purtroppo sono fatte anche di rinunce ed io, con tanta tristezza dovetti rinunciare alla mia grande passione: IL CARDELLINO.
Sono stato circa dieci anni senza cardellini, li osservavo soltanto in natura, cinguettare liberi sui rami, ed in quei momenti ripensavo ai tempi spensierati della mia fanciullezza, trascorsi nella mia amata Palermo.
Ma si sa, prima o poi le vecchie passioni ritornano e grazie ad un signore che conobbi , ripresi ad allevare incominciando con un canarino che lui mi cedette.
Ma dal canarino al cardellino il passo è breve, per cui, appena ebbi l’occasione, acquistai nell’uccelleria dove mi rifornivo, un cardellino balcanico, cosa che a quei tempi era consentita.

cardellino ancestrale per mosaico rossa

Quel primo soggetto mi diede lo stimolo per ricominciare alla grande, non solo ad allevarli, ma a farli riprodurre nel mio allevamento.
Quindi, per incominciare ad allevare in maniera adeguata, senza infrangere le leggi sulla detenzione della fauna autoctona, feci domanda come allevatore, e così dopo poco tempo ricevetti l'autorizzazione dalla provincia di Torino.
Così iniziai ad acquistare cardellini ed a farli accoppiare; fu un esperienza affascinante che, dopo poco tempo, mi riempì di gioia e soddisfazioni con i primi nati.
Ero al settimo cielo!
Ma la gioia durò poco poiché nei primi giorni di vita morirono tutti. Mi crollò il mondo addosso.

pulliMa da siciliano testardo quale sono, non mi diedi per vinto.
Comprai dei libri per documentarmi ed imparai molte cose, confrontando pareri ed esperienze con altri allevatori e consultando i siti specialistici presenti in internet.
Il mio interesse e il mio costante impegno mi portò ad iscrivermi al sito CARDELLINI CHE PASSIONE, del quale, oggi, sono moderatore.
In questi anni ho avuto modo di migliorare le mie tecniche d’allevamento non disdegnando i pareri ed i consigli degli altri allevatori.
Sto producendo cardellini da svariati anni, e ogni anno mi si presenta una problematica diversa che in ogni caso riesco sempre ad arginare, ma, si sa, con i cardellini non bisogna mai dare niente per scontato.

 
cipolletti

Agli amici appassionati non do consigli ma, posso dare solo il risultato delle mie esperienze maturate sul campo/cantinola di battaglia dove attualmente allevo i miei soggetti.
Per quanto riguarda l’alimentazione, per alcuni anni, ho provato di tutto: i vari metodi delle aziende del settore con i loro prodotti, la preparazione con germinati prima, con i semi cotti poi ...

Tutti questi metodi erano ottimi ma mi portavano ahimè ad una amara conclusione: troppi pulli morti.
Da quest’anno sto usando un metodo nuovo:
nel periodo delle cove, ho eliminato i misti specifici; adesso fornisco solo quattro semi con perilla, somministrando cedé con uovo sodo e spirulina.
In più uso Nekton K, Nekton S.
Spero di fare anche quest’anno molti piccoli, e soprattutto spero di risolvere il problema della mortalità dei pulli.

Auguri a tutti di buone cove 2010!
Gigi D'Alessandro.
 

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Marzo 2010 22:21)

 

postheadericon Semi germinati di Francesco Cucuzzella

( 76 Voti )
Preparazione germinati
Preparazione semi germinati, di Francesco Cucuzzella (francesco68)
Preparazione germinati
Germinati
   
Ciao, mi chiamo Francesco Cucuzzella, allevatore di cardellini, nonchè moderatore del forum e della chat di www.cardellini.org.
Dopo molte richieste e domande sulla preparazione dei semi germinati, ho creduto opportuno di redigere una semplice guida, corredata di foto, nella quale spiegare le varie fasi della preparazione.
Quello che verrò a spiegare, è la mia tecnica di preparazione, che più o meno è lo stesso sistema usato da molti altri allevatori, l'importante è ottenere lo stesso fine, far germinare i semi.
Occorrente:
Niger Girasole nano
Foto 1. Niger e canapa,
miscela base,
e girasole nano
Foto 2. Niger e canapa
   
Miscela base Girasole nano
Foto 3. Miscela base Foto 4. Girasole nano
   
Setaccio e bacinella Setaccio e bacinella
Foto 5. Setaccio e bacinella Foto 6. Semi nella bacinella
   
Aggiunta di acqua ai semi Semi dopo la fase umida
Foto 7. Aggiunta di acqua ai semi Foto 8. Semi dopo la fase umida
   
Appena spunta la radichetta sono pronti Semi germinati
Foto 9. Appena spunta
la radichetta sono pronti
Foto10. Semi germinati
   
Semi germinati nella bacinella Pastoncino secco e pan grattato
Foto11. Mettere i semi
appena germinati in
una bacinella
Foto12. Pastoncino secco
e pan grattato
   
Aggiunta pastoncino Semi asciugati
Foto13. Aggiunta del
pastoncino ai semi germinati
Foto14. Semi germinati asciugati
con il pastoncino
   
Pronti da distribuire  
Foto15. Pronti da distribuire  
   
Passiamo alla preparazione: per prima cosa, dobbiamo procurarci un setaccio ed una bacinella (vedi foto 5) ed un disinfettante, tipo Amuchina o Steramina-G.
Mettere i semi nella bacinella, (vedi foto 6) riempirla di acqua, (vedi foto 7) ed aggiungere il disinfettante per evitare il formarsi di batteri o muffe. Lasciare i semi in ammollo per circa 15 ore, effettuando di tanto in tanto dei ricambi d'acqua.
Passate le 15 ore, si passa alla fase umida, che consiste nel passare i semi dalla bacinella al setaccio, riempire la bacinella di acqua e mettere il setaccio con i semi sopra la bacinella, coprire con un coperchio e effettuare un risciacquo dei semi ogni 3 ore. Questa fase dura finchè non spunta la radichetta bianca, ed è in relazione alla temperatura ambientale, ottimale è dai 25 gradi in sù. Dopo questa fase, i semi si presentano come in foto 8, 9, 10. Fatto questo, dobbiamo asciugare i semi, e lo facciamo mettendoli in una bacinella, (vedi foto 11) aggiungendoci un poco di pastoncino secco e pan grattato (vedi foto 12 e 13). Il risultato finale si presenta così (vedi foto 14).
Ora non ci resta che riempire le vaschette (vedi foto 15) e distribuirle ai nostri cardellini.

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Ultimo aggiornamento (Martedì 19 Gennaio 2010 12:08)

 
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10 Agosto 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Daniele Balzano *********************** 26 Luglio 2010 pubblicato album foto in cove 2010 dell'allevatore Antonio Cascione *********************** 18 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Gaetano Di Raffaele *********************** 17 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Davorin Vizintin *********************** 13 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Carlo Terzoli *********************** 13 Luglio 2010, aggiunto album foto dell'allevatore Dani Mina *********************** 08 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Francesco Cucuzzella ************************ 5 Luglio 2010, aggiunte nuove foto di Augusto Sorridi ************************* 1 Luglio 2010, aggiunte nuove foto dell'allevatore Domenico Pinto *************************

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